Paul Krieger
 Texte und Sprache

Zum Dichter


 


Das Leben will ich in Zügen genießen. Ob die voll sind, weiß ich natürlich nicht (ebensowenig hoff ich's - von wegen Sitzplätzen), aber auf jeden Fall bleibt ihm die Bewegung.



Einige meiner Texte, die mir zugeflogen sind. Manch einer davon ist veröffentlicht, manch anderer nicht. Alle sind mit Copyright geschützt.

Viel Spaß beim Lesen.



Der Baum und die Geschichten


Mein Herz, siehst du den Baum,

der da steht, erinnerst du dich,

als wir ihn uns zuerst besahen?

Strichst über seine Rinde. Weit warst du.

Ich fragte dich, was ist los mit dir.

Du sagst, so viele Geschichten da.

Ich sah dich an. Erzähl, bat ich dich.

Und du hast gelächelt, du wurdest ernst.

Viel hast du berichtet und ich hörte zu,

wie du mir die Furchen dort erklärtest.

Ich nahm dich dann in meine Arme.

Da steht der Baum. Jeden Tag steht er da.

Schau hin, seine Rinde wächst noch fort

und deine Hände nahm ich dort am vom Baum.


Bevor man zu lesen beginnt, setzt man sich am besten hin. Vielleicht auf eine Bank, die auf einen Fluss schauen lässt?


Eine Bank ist eine Bank oder etwa nicht?

Sie ist aus Holz, nicht aus Geld, 

steht am Fluss und ist so weise.       

Drum schweigt sie, kommt Besuch.

Dezent schaut sie zum Wasser hin

und konzentriert sich auf das Rauschen.


Alles im Fluss. Alles fließt dahin, 

vor ihr, über ihr, hinter ihr,

die Bank steht mittendrin

und ist doch draußen,                     

wir beide saßen nie auf ihrem Holz bis heute.

Alles im Fluss, weiß die Bank, 

wenn wir uns niedersetzen.

Dann nehme ich,

wie jeder Mann,                                              

das rote Taschenmesser

und ritze unsere Namen ein.

Und auch ein Jahresdatum.


Da seufzt die Bank, wir schauen uns

betreten an und wissen was zu tun.

Gemeinsam schwitzen wir, hören

unser Herz gewaltig rasen, doch es gelingt

und schon schwimmt und winkt die Bank im Fluss.

Warm und wohl ist´s uns da im Ufergras

zufrieden schauen wir uns an.


Kirschblüten und der Sommer




 

What old poets should do when they watch the world

An old poet should not talk of a young poet

who, actually, is a beautiful young woman,

cause then everyone would see torn teeth

still sharp and ready to go for the prey.

An old poet should not think of a young poet

whose lines he has never read before

cause what for has he been fighting

year after year being happy to be still here

with two arms, two legs and a beating heart?

An old poet should stop drinking the light

from the young poet´s eyes. He should

sit down, write about the sun, the night,

he should remember the seasons,

then he should make up his mind.

That´s what fucking old poets are supposed to do

Instead of writing never ending poems

to young poets so beautiful.

 

Öffne die Tür, auch wenn das Blau gefährlich scheint


Die Tür scheint blau. Ganz bunt in Blau.
Wenn ich sie öffne, genieße ich,
ganz gewiss. Kein Schatten scheint mir dort,
das fühle ich, drum drücke ich sie auf.

Ich bin im Raum nun hinter dieser Tür

und bin vom Blau umfangen. Das spricht
spricht so klar und nah und wahr. Worte
wirbeln wild, bevor sie auf meiner Haut

sich niederlassen, sich dort festgraben,
um dort recht weit darauf zu walten.
Am Ziel! Und zufrieden lauschen sie
dem Kopf, in dem sie fortan nisten.

Wie viele Babys schlüpfen da wohl bald,
Wie weit werden diese Babys fliegen?









paul cee

(Paul-Wolfg. Krieger)  

via Caio Lelio, 39

00175 ROMA  

7472175

LA REPUBBLICA  

- Redazione -

(La pagina delle Lettere)  

piazza Indipendenza ROM1

l'articolo del Vostro corrispondente Vanna Vannuccini (11/5/84: Germania orientale, un' amara renuncia)

Roma 14/5/84

Egregi Signori,

mi riferisco al Vs. articolo GERMANIA ORIENTALE', UN AMARA RENUNCIA del Vs. corrispondente Vanna Vannuccini che scrive “per I Tedeschi occidentali è come se fosseri costretti a rimanere a casa metà dei propri atleti. All'orgoglio naziónale, che ai Giochi Olimpici ha sempre incluso anche l'altra Germania".  Questa sua asserzione mi ha dato un po' fastidio perche'e un'asserzione falsa e per questo voglio contradirlo.

Prima vorrei chiederVi di scusarmi per non avere l'autoritä di parlare su "i tedeschi occidentali", sebbene io sia un tedesco occidentale dall'inizio della mia vita fino ad oggi - con una famiglia tedesca, amici ed amiche tedeschi, l'educazione tedesca ecc. Visto pero che si permette di farlo il Vs. corrispondente viene anche a me voglia di generalizmare un po' sui miei "compatrioti" e me stesso ( - però proprio adesso mi ricordo che qualche volta mia sorella non era della mia opinione. Mhm? Che cosa faccio? Mi permetterete di continuare? Allora, prometto anche di parlare soltanto della maggioranza dei tedeschi occidentali, va bene cosi?).

Prima voreste sapere qual' e il mio modo di sentire? Io che sono nato nello stesso anno in cui e stata fondata la "nostra" Repubblica Federale Tedesca. Sono quasi un prodotto vero o originale)? 

La rinuncia alle Olimpiadi della DDR (Repubblica Democratica Tedesca) e proprio un colpo durissimo - per le Olimpiadi, sì, ma non è il mio orgoglio nazionale che viene ferito perche' la metà dei "nostri" atleti deve rimanere a casa. Nemmeno. La mia reazione e di costernazione perche' ci sarebbero almeno ottanta medaglie meno per "noi". Mai ho considerato una medaglia vinta da un atleta della DDR come la "nostra". C'era e c'è sempre una competizione durissima tra i nostri atleti e quelli della DDR. Purtroppo di solito il Medaillenspiegel (lo specchio delle medaglie) non è favorevole a noi, ma ci consoliama quasi sempre nel campo dello sport professionale (Vince sempre il sistema migliore?). 

Forse pensare che esistono due nazioni tedesche e una questione di età, ma mi ricordo che nelle partite di calcio fra il Monaco e la Jena (la conoscete?) erano anche i vecchi che non volevano che perdesse il Monaco. Dubitate di questo? Sapete che noi conosciamo di più i giocatori della Juve dei quelli del Dinamo Ost-Berlin? E sapete che mai lascieremmo andare nella Germania dell'Est il nostro Rummenigge? 

No, non c'è nessun orgoglio nazionale per gli atleti della DDR. E ritornando ai nostri vecchi che una volta vissero in una "Germania unita" (quanti ne sono rimasti?, quanti vogliono che si ricordino quei tempi? Quanti sono "i rapporti del cuore" che funzionano ancora dopo 40, 50 anni? - ce ne sono addirittura alcuni che non si sentono a loro agio pensando a tutti questi atleti della DDR che avrebb potuto vincere molte medaglie: Non sembra che esista ancora una nazione tedesca che dimostra che cosa e capace a fare? Sono soltanto 17 milioni i cittadini della DDR, ma formano una delle tre prime nazioni nello Sport. 

È per questo che qualche vecchio, qualche tedesco occidentale prova un po' disaggio, forse un po' di vergogna. Ora dite Voi dove c'e spazio per quel sentimento di cui scrive il Vs. corrispondente? Naturalmente ci sono anche voci che dicono ancora la nostra Germaniai, i "nostri atleti" quando parlano delle due due Germanie, ma esse sono davvero poche - sono in un certo senso gli estremisti e non "i tedeschi". 

Con i miei distinti saluti

paul ceeP.S.

Certo, anch'io sto osservando qui a Roma che stando all'estero si tende a generalizzare, usando in primo luogo l'informazione della tv, dei giornali, delle radio - mancano i contatti con la gente di diverse classe sociali, mancha l'educazione nel paese straniero, manca il tempo per informarsi bene.Dal momento - perché La Repubblica e un giornale ad un altissimo livello che non si soddisfa con la produzione di stereotipici forse c'e un desiderio da parte Vs. di presentare la gente della Germania Occidentale come vive, come pensa e non come essa viene presentata nelle headlines dei giornali ad un livello bassissimo. Voglio dirVi che mi farebbe piacere scrivere per il Vs. giornale qualche articolo sul mio paese, la BRD. Vi invio anche un mio trattato che cerca di spiegare il mio/nostro punto di vista sulla questione del numero delle nazioni tedesche (ma si tratta anche di un punto di vista sulla questione della nazione in genere. Forse esiste la possibilitè di spedirlo al Vs. corrispondente Vanna Vannuccini. Grazie.